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Piccolo e semplice ristorante aperto meno di un anno fa in via Solari: il nome potrebbe creare qualche confusione con Casa Ramen all’Isola, che con questo ristorante condivide un menù semplice incentrato sui mitici spaghetti in brodo, ovvero i ramen.

Alla Casa del Ramen però c’è meno hipsterismo e qualche tavolo in più. E poi si trovano in due quartieri completamente diversi.

Di Ryukishin al mondo ne esistono diversi: a Milano, Osaka, Kyoto e Londra e prossimamente anche Roma e Valencia. Chi c’è dietro?

Lo vedete qui sopra, è il primo da sinistra: chef Tatsuji Matsubara, che a Expo 2015 con il suo Zen Express fece impazzire migliaia di visitatori con i ramen, inclusi quelli freddi (quell’estate è stata calda come solo l’inferno può essere).

Stranamente nei dintorni di via Sarpi, la Chinatown milanese per eccellenza, non ci sono molti locali dove ordinare i ramen (a parte Chateau Dufan). O meglio non c’erano fino a poco tempo fa, perché in via Lomazzo ha aperto Ramen a Mano. 

Avventura imprenditoriale dei fratelli Wu, cinesi di origine ma legnanesi di nascita e vita (sono i proprietari del ristorante Al Borgo Antico di Legnano), Ramen a Mano è il primo locale in Italia a utilizzare la farina biologica 0 italiana.

Avete presente quel momento nel quale state aspettando l’imbarco del vostro volo e mentre addentate un panino gommoso dentro di voi pensate “Che bello sarebbe affondare le narici sopra una ciotola fumante di ramen“?

Ecco, quel momento a Malpensa potrebbe essere diverso. Aspetterete il vostro volo, se vi va, con le narici sopra una ciotola fumante di ramen. 

Che ci fa uno chef olandese in Italia? Apre un ristorante giapponese, ovvio.

Ma occorre dire che lo chef in questione, Brendan Becht, è venuto in Italia per studiare con Gualtiero Marchesi su consiglio di un altro chef conosciuto a Parigi, Carlo Cracco. E con Marchesi partecipò a un primo viaggio in Giappone – quando il Giappone non era ancora di moda – di cui ancora oggi conserva il mito.

Attenzione amanti dei ramen e della cucina giapponese in generale: sta per sbarcare in Italia il gruppo Toridoll, il cui nome probabilmente non vi dirà nulla.

Nemmeno a me fino a ieri. Poi sono incappata in una notizia e ho scoperto che è un colosso giapponese con molti brand di ristorazione e circa 1200 ristoranti nel mondo. Che ora ha la ferma intenzione di conquistare l’Europa partendo proprio da Milano.

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