Mai come quest’anno sento amici e parenti scambiarsi ricette di Natale e idee per il menu (oltre a domande su cosa si può fare, giorni rossi, giorni arancioni, e tu dove vai, con chi stai, nomi, cose, città, animali, un fiorino!).

Sarà che questo Natale è diverso da ogni altro, che intorno alla tavola saremo in pochi e che qualcuno – volente o nolente – dovrà cucinare un pranzo natalizio per la prima volta.

Io, per esempio. Finora ho vissuto di rendita (grazie mamma) ma stavolta tocca a me. E allora la domanda sorge spontanea: qual è il menu di Natale tradizionale in Lombardia?

A dirla tutta, non esiste.

Perché Mantova, per esempio, non è la Valtellina, Cremona non è Bergamo, Varese non è Milano, la Bassa Padana non è la montagna.

Ci accomuna il fatto di non fare la cena della Vigilia ma rimandare tutto al pranzo di Natale e a quello di Santo Stefano, il giorno dopo.

Riassumendo per sommi capi le mille sfaccettature dei soliti mille campanili che compongono la Lombardia, potremmo così procedere.

Gli antipasti di Natale in Lombardia

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Terra di salumi e formaggi (ricordiamo che Gorgonzola è in Lombardia, sia benedetto il cielo e pure la muffa!, così come la Val Taleggio, e che dire del Grana Padano, del Bitto e dei formaggi orobici?), gli antipasti non possono evadere da questo ben di dio.

Si portano in tavola vassoiate di affettati, corredati da insalata russa, insalata di nervetti tipica della cucina milanese, patè vari e volendo anche il panettone gastronomico.

Ristorante Al Less Milano bollito
Nervetti e insalata di gallina

Primi di Natale lombardi

Come forse accade anche in altre regioni, il primo di Natale in Lombardia di solito è a base di pasta fresca ripiena, per lo più cotti nel brodo usato per preparare il lesso o il bollito.

Dai marubini cremonesi agli agnolini mantovani, dai casoncelli bergamaschi (da servire accompagnati dal brodo di cappone) ai tortelli di zucca: la scelta è variegata, in ogni caso si casca bene.

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Altro primo spesso presente nel menu di Natale è il risotto: del resto, il capoluogo lombardo è Milano, città simbolo di questo piatto.

Nel Lodigiano si usa preparare il risotto con la raspadura, un formaggio a sfoglie molto sottili, oppure il risotto con la salsiccia.

I secondi di Natale in Lombardia

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Sui secondi piatti natalizi la varietà è davvero notevole a seconda della zona: il cappone va per la maggiore, di solito arrosto o ripieno o agli agrumi.

Molto frequente è il cotechino, accompagnato da purè, lenticchie e l’immancabile mostarda di Cremona, così come il bollito misto, utilissimo per preparare il brodo per i ravioli.

Si possono trovare anche piatti della tradizione contadina, come la casseoula, la busecca (cioè la trippa) e i bruscitti di Busto Arsizio, oppure la polenta, servita sul lago di Como con i missoltini (agoni essicati) o a piatti di carne nelle valli di montagna.

Molto diffusa è anche l’anguilla, soprattutto nel Pavese.

I dolci di Natale in Lombardia

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Siamo in Lombardia e a Natale si mangia il panettone, possibilmente artigianale e accompagnato dalla crema di mascarpone. Questa è una verità assoluta scolpita nella pietra a imperitura memoria.

Però in Valtellina si mangia la bisciola, una sorta di panettone più compatto e sostanzioso. A Cremona va per la maggiore il torrone, a Crema la spongarda, torta di pasta frolla ripiena di frutta secca e spezie, a Mantova la torta sbrisolona, nel bergamasco polenta e osei, una torta di pan di spagna ricoperta di pasta di mandorle gialla e piccoli uccelli di marzapane.

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