Probabilmente tutti abbiamo avuto una fase nella vita nella quale abbiamo sognato di trovarci in un caffè di Montmartre, a bere assenzio in mezzo a scrittori, poeti, ballerine, modelle e pittori: il sogno bohémièn per eccellenza.

Del resto, i caffè (quelli che noi oggi definiamo caffè letterari e che all’epoca erano spesso luoghi di dubbia morale) hanno sempre affascinato intellettuali e artisti e molti di questi li hanno immortalati in tele oggi famosissime.

Uno di questi si intitola L’absitnhe, ovvero L’assenzio: Edgar Degas l’ha dipinto intorno al 1875 e oggi è conservato al Musée d’Orsay di Parigi. Degas e Manet sono i pittori Impressionisti che più hanno riportato su tela la vita quotidiana all’interno dei caffè di Parigi (L’Assenzio era stata esposta per la prima volta con il titolo Dans un cafè, ovvero In un caffè) ma anche Pablo Picasso nel 1901 impresse sulla tela La bevitrice d’assenzio.

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1. Parigi e il mito della Fée Verte

L’assenzio è un distillato di erbe (soprattutto assenzio, semi di finocchio e anice, ai quali si aggiungevano saltuariamente melissa, issopo e altre erbe aromatiche) di colore verde e probabilmente rappresenta uno degli alcolici sui quali esiste una mitologia incrollabile.

Inventato dal medico francese Pierre Ordinaire, che in fuga dalla rivoluzione francese si trasferì a Couvet, in Svizzera, dove inventò un amaro distillando erbe locali, tra cui l’assenzio maggiore, fu nella seconda metà dell’800 che l’assenzio divenne ufficialmente la bevanda di artisti e intellettuali di Parigi.

2. Dall’assenzio nasce il Pastis

Soprannominato la Fée Verte (la fata verde) per via del suo caratteristico colore verde, nella seconda metà dell’800 divenne il simbolo dello stile di vita bohémien e del Decadentismo, per poi cadere in disgrazia nel ‘900, quando nacquero i primi movimenti contro l’alcolismo (fomentati anche dai produttori francesi di vini e altri liquori, che soffrivano per la concorrenza dell’assenzio) che portarono alla sua proibizione nel 1915.

Fu proprio la proibizione dell’assenzio a far nascere il Pastis, l’aperitivo al sapore di anice tipico di Marsiglia: cercando un alternativa al mitico liquore ormai proibito, si creò un sostituto usando l’anice stellato e riducendo il contenuto di alcol. Risultato? La Pernod e la Ricard, che oggi sono un unico grande gruppo e all’epoca erano i maggiori produttori di assenzio, nel 1932 inventarono il Pastis.

3. L’assenzio non dà allucinazioni

Contrariamente al pensiero comune e alle rappresentazioni cinematografiche, l’assenzio non provoca allucinazioni. Con buona pace di Moulin Rouge, che rimane un bel film.

4. Come si beve l’assenzio

Il modo in cui bere l’assenzio, un rito che include gesti, bicchieri, piccoli cucchiaini forati sui quali posizionare le zollette di zucchero, ha contribuito a creare il mito su questa bevanda.

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L’assenzio non si beve mai puro ma sempre diluito con acqua. Come si prepara? Si versa in un bicchiere, quindi sulla sommità si appoggia un cucchiaino forato con una zolletta di zucchero. Poco a poco, sulla zolletta si versa acqua ghiacciata, che cadendo la scioglie diluendo la componente alcolica, che assume il caratteristico colore verde lattiginoso, e liberando il bouquet di profumi.

5. L’assenzio è una bevanda antica

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Prima dei Bohémien, dei pittori e di Parigi, l’assenzio era già una bevanda nota: viene citato persino nella Bibbia e negli antichi testi egizi e siriani perché come tutti gli amari composti da erbe officinali, era usato come medicina.

Veniva proposto infuso nel vino e si usava per risolvere un’ampia gamma di malesseri, non sappiamo con quali risultati: fu il medico francese Pierre Ordinaire a inventare la ricetta “moderna”, che veniva comunque venduta in farmacia.

Durante la conquista francese dell’Algeria, ai soldati veniva dato l’assenzio a scopo preventivo contro febbre e malaria: furono poi loro a riportare l’uso dell’assenzio in patria, stavolta come bevanda ricreativa più che medicinale.

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Dove si compra l’assenzio

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Se oggi volete comprare una bottiglia di assenzio potete farlo ma sapendo che non è quel che bevevano i parigini a fine ‘800.

Secondo quanto riportato su Wikipedia, negli Stati Uniti è stato proibito fino al 2007, in Francia il divieto non è mai veramente caduto ma nel 1988 si è arrivati a una regolamentazione per cui il divieto riguarda solo le bevande non in linea con le regole dell’Ue. In Spagna e Portogallo non è mai stato vietato, stessa cosa nel Regno Unito, dove era comunque sparito mentre in Svizzera, terra che vanta l’origine dell’assenzio moderno, il divieto è stato tolto nel 2005.

–> Psst, ti piace Parigi? A moi aussì!

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Pensavi a Proust e invece trovi solo i dolcetti a forma di conchiglia. A questo punto puoi scegliere: ti metti a leggere la Recherche oppure un blog che adora il formaggio? Chi sono io? Oriana, giornalista milanese di turismo, food ed eventi

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