Pizzoccheri, sciatt e polenta: in Valchiavenna l’all you can eat di cucina tipica

crotto-quartinoDici ‘All you can eat‘ e subito pensi al classico ristorantone cinese con 600 coperti e un’offerta sterminata di cibo.

E invece stavolta no. Stavolta immaginatevi un ristorante tipico e polenta taragna, pizzoccheri, salsiccia a volontà.

L’idea di un all you can eat basato però sulla cucina regionale tipica è venuta in mente ai gestori del ristorante Crotto Quartino, fondato settant’anni fa a Santa Croce di Piuro (So) e basato su un solido menù a base di cucina di montagna.

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E quindi salumi, pizzoccheri bianchi della Valchiavenna – che nulla hanno a che fare con quelli della Valtellina e sono a base di farina bianca, pane, latte e acqua -, costine, sciatt, salsicce e polenta taragna, servite in porzioni abbondanti e ben condite e accompagnate da Vin del Quartìn, terrore degli astemi.

Insomma felicità allo stato puro anche se probabilmente alla fine serve una grolla a testa per digerire.

all you can eat: come funziona

Cosa hanno ideato Mauro e Fabio, i geni – o sadici – dietro i fornelli del ristorante?

crotto-quartino all you can eat

Ogni venerdì sera si mangia in formula all you can eat, con l’obiettivo di mettere in risalto gli antichi sapori della Valchiavenna:  con 20 euro a persona (acqua, vino e caffè inclusi) si potrà scegliere liberamente dal menù, che di norma è volutamente composto da pochi piatti fissi legati alla tradizione.

Unica regola: non avanzare nulla nel piatto pena il pagamento di una multa. Lo spreco non (giustamente) è ben visto sui monti.

storia del crotto quartino

Niente tovaglie, niente cucina al piatto, solo specialità servite in piatti da portata e messe in mezzo al tavolo per essere condivise: al Crotto Quartino l’atmosfera è quella dell’osteria di una volta.

Fondato negli anni’30 come dopo lavoro, qui ci si ritrovava per giocare a bocce, a carte e bere vino: poi, poco alla volta, si è iniziato a proporre qualche piatto caldo della tradizione.

Gli attuali gestori, Fabio e Mauro Salini, hanno rilevato il locale nel 1993, acquistando dai vecchi proprietari non solo i muri ma anche le ricette della cucina tradizionale della Valchiavenna.

Ovvero la patria dei Crotti, le grotte naturali climatizzate naturalmente dal Sorèl, l’aria che spira dagli anfratti dei massi, dove venivano conservati e affinati bresaola, formaggi e vino.

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Che, guarda un po’, potete anche comprare al Crotto Quartino e portarvi a casa.

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