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Viaggio a Cuba per quelli che “meglio vederla adesso prima che cambi per sempre”

[Premessa necessaria] – Ammettetelo, anche voi ultimamente avete pensato: “Meglio vederla adesso prima che cambi per sempre“.

Dopo il disgelo dei rapporti con gli Stati Uniti, Cuba è sempre più richiesta dai turisti, tanto che in alta stagione trovare una camera libera a l’Avana diventa difficile.

Questo è il racconto del mio viaggio a Cuba di qualche anno fa: non è un insieme di recensioni, non vi darò l’elenco delle ‘10 cose da sapere prima di partire‘ e nemmeno la descrizione di cosa vedere dove (per quello ci sono le guide di viaggio).

È un esercizio di cronaca fotografica che potrebbe esservi utile nel caso la prossima meta per voi sia l’Avana, una testimonianza in più di una Cuba destinata a cambiare chissà tra quanto e chissà come.

Tra sigari, Buena Vista Social Club, Che Guevara, Hemingway

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Sì, le vecchie Cadillac in giro per L’Avana ci sono!

Sigari, vecchie auto, Buena Vista Social Club, Che Guevara, Hemingway con un bicchiere di Mojito in mano: sono le prime immagini che mi vengono in mente di fronte alla proposta di un viaggio a Cuba. Luoghi comuni? No, a Cuba c’è tutto questo. E molto altro.

L’Avana

Atterrati a L’Avana, basta il tragitto fino al nostro hotel (Sol Melià, Ave. 3Era, Miramar) per trovare subito alcune conferme: le vecchie Cadillac ci sono, Che Guevara troneggia ovunque perché è il Primo maggio, Festa dei lavoratori, e il popolo è riunito in Plaza de la Revolucion.

Mancano solo sigari e mojito, ma i fondamentali direi che ci sono tutti.

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Plaza de la Revolucion a L’Avana

La mia prima giornata cubana inizia con il classico tour di l’Avana Vieja: stile coloniale, caldo, colori, balconi fioriti, bandiere per questo centro storico patrimonio Unesco, dove il camminare a casaccio tra le vie è un’ottima strategia per calarsi nell’atmosfera della città e scoprire patii ombreggiati e freschi.

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Plaza Vieja a L’Avana

Tra Plaza Vieja e Plaza de Armas

Se il caldo vi assale e iniziate a sudare puntate su Plaza de Armas, un grande spiazzo squadrato circondato da alberi: davanti ai portici ci sono bancarelle di vecchi libri, oggetti vintage, cimeli del tempo della rivoluzione. Soprattutto un’atmosfera rilassata e tranquilla, che fa venire voglia di sedersi sotto un albero e leggere.

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Le bancarelle di libri usati in Plaza de Armas a L’Avana

Il 90 per cento dei titoli inneggia alle imprese di Fidel Castro e Che Guevara, ma si trovano anche romanzi di autori latino americani e copie dei libri di Hemingway, vecchie macchine fotografiche, occhiali da sole.

E siccome il marketing è arrivato anche qui, questo è il posto perfetto per trovare un’ampia scelta di magliette con la classica immagine del Che, ovviamente su fondo rosso (c’è poco da ridere, prima di partire anche mio papà mi ha chiesto di portargli a casa ‘qualcosa del Che‘).

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Plaza de la Catedral a L’Avana

La Bodeguita del Medio e il Floridita

Da Plaza Vieja a Plaza de la Catedral ci sono solo pochi passi, ma un ostacolo si frappone tra noi e la cattedrale.

Abbagliati dal sole, dopo le foto di rito, vediamo lei, la Bodeguita del Medio (C. Empedrado): il locale dove è stato inventato il Mojito.

Anche se ormai è talmente famosa da essere finita nelle foto di milioni di turisti, non si può venire a L’Avana senza fare una sosta qui e un’altra al Floridita (Calle Obispo No. 557, esq. A Montserrate), luogo di nascita del Daiquiri.

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Il Floridita a L’Avana

Entrambi i locali rientravano nelle passeggiate quotidiane di Hemingway (probabilmente il più assiduo frequentatore di bar a livello mondiale della sua generazione), che li immortalò nel famoso aforisma:

My mojito in La Bodeguita, mi daiquiri in La Floridita

Infatti, ci racconta il gestore del Floridita, lo scrittore aveva una stanza all’hotel Ambos Mundos (Calle Obispo No. 153: sulla sua terrazza, oltre a godere di uno splendido panorama, potete ordinare un Mojito che vi resterà nel cuore), facile da raggiungere – anche da sbronzi – percorrendo un’unica via dritta.

Il Museo del Rum

Il Museo del Ron di L’Avana (Avenida del Puerto 262, esq. Sol) è un altro di quei posti da cartolina che merita però una visita. Non solo per la degustazione finale di rum nel bar del museo ma anche perché è ben strutturato e offre una panoramica sulla storia e l’importanza della coltivazione della canna da zucchero a Cuba. E poi è divertente.

Il Capitolio di L’Avana

Un discorso a parte merita il Capitolio di L’Avana, copia fedele ma in scala minore del Campidoglio di Washington: prima della rivoluzione era la sede del governo cubano, oggi invece è una delle attrazioni turistiche più visitate della capitale cubana e la sede del Ministero della scienza, tecnologia e ambiente.

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Il Capitolio di L’Avana

Anche se è una costruzione piuttosto recente (risale al 1929), è un simbolo identitario molto sentito dai Cubani. Al suo interno, incastonato sotto la cupola, si trova la copia di uno dei diamanti della corona dell’ultimo zar di Russia: rappresenta il chilometro zero di tutte le distanze da L’Avana ed è protagonista di una storia tuttora misteriosa. Il diamante originale, infatti, fu rubato e restituito al governo cubano senza che nessuno sia mai riuscito a scoprire l’autore del misfatto e la modalità del furto.

Appena fuori dal Capitolio c’è il vecchio edificio che ospitava la fabbrica Partagas, una delle marche più rinomate di sigari cubani.

Digressione sui sigari cubani

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I sigari cubani

Le marche più conosciute sono Montecristo, Partagas, Hupmann, Romeo Y Julieta o Cohiba. A L’Avana ci sono molti venditori di sigari per strada, ma è meglio acquistarli nei negozi, come La Casa del Habano (Industria No. 520), per non correre il rischio di ritrovarsi in mano foglie di banano anziché tabacco.

La cucina cubana

Il cibo per i Cubani è un rito sociale da condividere: la cucina cubana non è molto varia, i piatti che vanno per la maggiore sono la carne di maiale con fagioli neri o la più ricercata aragosta. Ma la tradizione gastronomica  ha il pregio di potervi offrire un’esperienza sensoriale e goliardica piuttosto unica.

Noi abbiamo pranzato al ristorante El Santo Angel (Teniente Rey 60, esq. San Ignacio), vicino a Plaza Vieja: si trova all’interno di un edificio del 1866, ha tavoli all’aperto e un grande patio centrale pieno di fiori e piante verdi.

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Il patio interno del ristorante El Santo Anjel, in Plaza Vieja a L’Avana

Se però cercate qualcosa di più autentico, il modo migliore per trovarlo è pranzare in un paladar, cioè una casa privata adibita a ristorante: ce ne sono ovunque e offrono una cucina semplice ma molto curata e a prezzi economici. E correrete il rischio di mangiare l’aragosta migliore della vostra vita.

Cosa vedere a Vinales in giornata

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Il verde di Vinales

Vinales, provincia centro occidentale rispetto a L’Avana, è un mondo lontano dalle immagini classiche legate a Cuba: si trova nella regione di Pinar del Rio ed è una valle circondata da colline dove si coltiva il tabacco utilizzando ancora metodi tradizionali.

I colori predominanti sono il verde della fitta vegetazione e il rosso della terra e non è raro vedere i contadini girare a cavallo o in calesse. Qui si possono fare trekking, equitazione o arrampicata, ma la maggior parte dei turisti è attirata dal paesaggio e dalla possibilità di visitare piantagioni di tabacco oppure le grotte (la più conosciuta è la Cueva de l’Indios).

L’attrazione più famosa di Vinales – e ancora mi chiedo perché – è il Mural de la Prehistoria, un enorme dipinto che occupa una fiancata dl Mogote de Dos Hermanos: è stato realizzato da diversi artisti nel 1961 e racconta la storia dell’evoluzione umana (e no, non è bello, ne convengo).

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Il Mural de La Prehistoria a Vinales

C’è però un motivo valido per andare a vederlo: di fianco al murales trovate un ristorante con tavoli all’aperto la cui specialità è carne alla brace (ottima), spesso accompagnata gruppi che suonano dal vivo le canzoni dei Buena Vista Social Club.

Giuro che dopo anche il Murales vi sembrerà bellissimo!

Sancti Spiritus e Camaguey

L’oriente cubano è la prossima tappa del viaggio: mi annoto mentalmente che il modo migliore per viaggiare è la formula del fly&drive. A Cuba c’è la Carretera Central, una strada lunga e dritta che collega l’isola da un capo all’altro, e avere un proprio mezzo di locomozione permette di scoprire il paesaggio più autentico dell’isola: minuscoli villaggi, spiagge bianche, piantagioni di tabacco e canna da zucchero. 

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La Carretera Central, la strada che attraversa Cuba da un estremo all’altro

Chi si ricorda del film ‘Lista d’attesa‘? Ecco, al sensazione è quella.

Facciamo tappa per pranzo a Sancti Spritus, capoluogo dell’omonima provincia: è una piccola città coloniale, con case colorate costruite attorno alla Carretera Central. Durante la battaglia della Baia dei Porci, molti guerriglieri si rifugiarono nella vicina Sierra del Escambray: Sancti Spiritus venne utilizzata da Fidel Castro come sede operativa durante la rivoluzione cubana.

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Una band suona a Sancti Spiritus

Passeggiare per le sue strade è come tornare indietro nel tempo: l’aspetto che più mi colpisce è il senso di quiete, il silenzio pacifico di una cittadina immersa nel sole e nei giochi d’ombra dei suoi alberi altissimi. Essendo meno turistica rispetto a L’Avana, avrete modo di sentirvi a Cuba con una dose maggiore di autenticità.

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Sancti Spiritus a Cuba

La meta finale è Camaguey, uno dei centri più famosi di Cuba dopo L’Avana e Santiago de Cuba, soprattutto grazie al suo aeroporto internazionale: città assolata, dal passato coloniale ancora evidente nell’architettura di case, chiese e palazzi.

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Il centro di Camaguey a Cuba

Il Bar El Cambio a Camguey

Nel suo centro storico, proprio di fronte alla cattedrale, si trova il Bar El Cambio o Casa de la Suerte (Plaza de Agramonte, Calle Martin 152): è stato fondato nel 1909 ed è interamente ricoperto delle opere che il pittore Oscar Rodriguez Lasseria ha lasciato ovunque, sul bancone, sui muri, sui tavoli.

Bar El Cambio Camaguey

Passeggiando per Camaguey, oltre a scoprire che la città è stata assediata dal famoso pirata Henry Morgan nel 1668, ci imbattiamo in un’usanza locale: la quinceanera, ovvero la festa dei quindici anni.

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La quinceanera, una ragazza che si prepara a festeggiare i propri 15 anni

Entrando in uno dei cortili, ci viene incontro una ragazza vestita da sera: chiacchierando, scopriamo che si sta preparando per la festa organizzata in suo onore dalla famiglia.

E’ una tradizione che Cuba ha importato dai conquistatori spagnoli: ormai nelle grandi città non è più molto in voga, ma nei centri meno battuti dal turismo, dove le tradizioni sopravvivono in modo radicato, la quinceanera ha ancora una valenza molto importante. Segna il passaggio dalla fanciullezza all’età adulta e a Camaguey viene celebrato con un ballo di gruppo a cui prendono parte almeno sedici coppie di ballerini.

Santa Clara e Che Guevara

Santa Clara e Che Guevara: il binomio è indissolubile. Che siate nostalgici della rivoluzione o semplici curiosi (la mia adolescenza è trascorsa sotto una cartolina del Che appesa in camera, naturalmente comprata alla festa dell’Unità e ovviamente senza mai aver letto i libri), una sosta in questa città a metà strada tra L’Avana e Camaguey è d’obbligo: perché qui, prima di voi, è passata la storia.

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Il mausoleo di Che Guevara a Santa Clara

L’attrazione principale, infatti, è il mausoleo dedicato a Guevara (Plaza de la Revolucion Che Guevara), i cui resti sono stati trasportati qui nel 1997 insieme agli altri guerriglieri uccisi in Bolivia. All’interno c’è anche un piccolo museo, con tanto di cimeli, foto, lettere.

Il Che è ovunque a Santa Clara: noi veniamo accolti dalla sua statua imponente, alla cui base c’è la famosa frase ‘Hasta la victoria siempre’. La storia della città e dell’argentino Guevara sono strettamente intrecciate: fu lui a liberare la città dai ribelli durante la rivoluzione, nel 1958, assaltando un treno carico di armi destinate a Batista e aprendo la strada alla vittoria dell’esercito di Fidel Castro.

Ritorno a L’Avana

Viaggio a cuba itinerarioRaccontare di Cuba è tutt’altro che facile: è un’isola bellissima ma cristallizzata in una situazione che da mitica è diventata evidentemente fallimentare.

Il fatto che ci sia una doppia moneta per turisti e abitanti la dice lunga su come se la passano i cubani.

Detto questo, è una destinazione più che sicura e unica, per storia e situazione politica, nei Caraibi.

Cambierà nei prossimi anni? Sicuramente. In meglio o in peggio non saprei dirlo e probabilmente ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che i processi in corso diventino stabili.

Conviene quindi andare andare adesso prima che tutto cambi? Dipende dall’idea che avete in mente di Cuba e da cosa cercate nel vostro viaggio sull’isola.

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