Osti sull'orlo di una crisi di nervi VisintinOsti sull’orlo di una crisi di nervi (ed. Terre di Mezzo) è il titolo del libro di Valerio Massimo Visintin, critico gastronomico in incognito del Corriere della Sera.

visintinIn molti conoscono la sua mirabile penna, grazie al blog Mangiare a Milano (non perdete nemmeno un suo post, per favore, perché oltre a essere un critico che sa fare benissimo il suo mestiere, Visintin è soprattutto un giornalista che sa scrivere), alle classifiche pubblicate sul ViviMilano e alla guida ai ristoranti di buona qualità a buon prezzo PappaMilano (ed. Terre di Mezzo). 

Ed è noto anche il suo girare rigorosamente in nero, addobbato con passamontagna, sciarpa, cappello e occhiali da sole in tinta, durante le occasioni pubbliche (incluso il solleone di Expo).

Probabilmente un numero più esiguo di persone sa Visintin ha scritto anche diversi libri (tutti editi da Terre di Mezzo), e che uno di questi è stato trasformato nell’omonimo spettacolo teatrale ‘Osti sull’orlo di una crisi di nervi. Parole e canzoni per raccontare il bizzarro mondo del “food”‘.

Se abitate a Milano e dintorni, venerdì 20 novembre alle 21 potete vederlo rappresentato allo Spazio Fabbrica di Lampadine (via Ludovico di Breme 79), con Luca Sandri e Marisa Della Pasqua a dare voce a tic e manie della ristorazione italiana (biglietti 17 euro, ridotto 10 euro).

osti sull'orlo di una crisi di nervi

Si tratta di un recital musicale, con le canzoni di Fred Bongusto, Giorgio Conte, Mina e Gorni Kramer a fare da colonna sonora, durante il quale gli spettatori scoprono retroscena, gag, incidenti e cattive abitudini del settore enogastronomico nostrano. Il tutto raccontato con ironia, umorismo ed eleganza da Valerio Massimo Visintin.

Vi ricordate quando andavamo al ristorante per mangiare? Ah, tempi antichi. Che ingenui eravamo! L’avvento del “ food” ci ha aperto gli occhi. Figuriamoci: al ristorante non si mangia, si degusta. In cucina non c’è più un cuoco, bensì lo chef. Sui tavoli spariscono le tovaglie, rottami ideologici ormai superati dalla modernità. Evviva il circo del food, allora. Non si parla d’altro. Le star in giacca bianca, le chiacchiere, i reality televisivi, i congressi, gli show cooking, i libri di ricette, la réclame surrettizia delle aziende produttrici, la fuffa al forno, i camerieri, i sommelier e il loro linguaggio iniziatico, i pensieri leggeri delle foodblogger, i conti che non tornano quasi mai, i critici gastronomici che tornano sempre. Vi raccontiamo, a modo nostro, i misteri buffi di questa epopea“.

2 Comments

  1. Sembra molto interessante! Sai che io non lo seguo? Ma ho visto che non ha una pagina pubblica, solo la sua personale… E anche la rubrica che tiene sul Vivi Milano non ha una pagina fb… Mica gli posso chiedere l’amicizia?!

    • Lili Madeleine Reply

      Eh sì, lui è bravissimo ma non molto social: io gli ho chiesto l’amicizia e me l’ha concessa, è il modo migliore per sapere quando scrive un nuovo post (poi ogni tanto vado a dare un’occhiata direttamente nel blog per sapere se c’è un nuovo articolo). Ad ogni modo è una splendida penna e indipendentemente dall’interesse per ristoranti e affini vale la pena seguirlo per la sua scrittura 🙂

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