Street food: 5 tendenze da seguire se volete aprire un food truck in Italia

Le Bistrot du LionNon è più solo una moda, ormai lo street food per molti è anche diventato un’occasione di riscatto lavorativo.

Sarà la crisi o l’idea che prendere un furgoncino e mettersi a vendere cibo per le strade del mondo è sempre ammantato da un’aurea romantica.Se anche voi iniziate a sentire la voglia di mollare tutto ma anziché aprire il classico chiringuito a Santo Domingo preferite rimanere in Italia gironzolando con il vostro food truck, ci sono alcune tendenze da tenere d’occhio per mettere a punto il vostro business plan.

Di sicuro c’è che sarete in buona compagnia: lo street food ormai ha superato la classica fase di picco ed è entrato in quella successiva, dove alla moltitudine di proposte si affianca la ricerca della qualità.

Gli esempi a riguardo sono tantissimi: da StreetEat, l’app che individua i food truck ovunque essi siano in Italia guidandovi da loro fino a Crocché, il social network dedicato allo street food di Palermo e dintorni.

Anche i grandi mercati ormai si sono accorti che lo street food tira: non è un caso che l’East Market a Milano diventa Eat Market, con un’area dedicata proprio al cibo da strada. Lo stesso accade ad Amsterdam con De Foodhallen.

Volete buttarvi anche voi nel settore dello street food? Ecco come fare.

street foodMa attenzione: se pensate che basti saper grigliare una salamella per darsi allo street food, allora non avete capito nulla.

Le nuove tendenze per il 2016 individuate da Resti spa, azienda che ha olanciato il progetto StreetFoody dedicato ai food trucker italiani che vogliono trasfomare un’idea in realtà, parlano chiaro: c’è aria di novità, via libera alla creatività con attenzione per i diversi regimi alimentari.

Soprattutto è necessaria un’attenta pianificazione, un business plan che tenga conto degli adempimenti burocratici e che includa anche l’allestimento del veicolo e le scelte di marketing.

Le tendenze per il 2016 sono queste:

riscoprire le tradizioni del territorio

Il cibo di strada è un baluardo di tradizione e identità di un luogo: occorre essere semplici e rispettosi del passato, puntando su ingredienti di qualità e fornitori di eccellenza. Ovviamente bisogna poi presentarsi in modo accattivante e dinamico.

bio, veg e gluten free

Che siate o meno vegetariani o celiaci, è la moda del momento, rassegnatevi: ci sarà sempre un cliente che vi chiederà conto della vostra attenzione per le sue scelte alimentari. Prevenite e specializzatevi: street food per celiaci o vegani, raccoglierete un ampio successo.

Il gelato artigianale e gourmet

Sia lodato il dio dei latticini, il gelato è tornato prepotentemente alla ribalta ultimamente e il formato on the road è perfetto per tutti. Attenzione ad avere una proposta con materie prime tracciate e di qualità o magari gusti e abbinamenti insoliti (ma non troppo).

Etnico eccellente

Il cibo di strada è anche esplorazione di nuove culture e tradizioni: spaziate pure nelle cucine straniere, avendo cura di mettere a punto proposte gorumet con ingredienti freschi e di qualità.

Pensate in grande!

L’ha fatto anche il padiglione Usa a Expo, ribattezzandosi ‘Food Truck Nation‘. Questo vi dà l’idea dell’attenzione anche mediatica che negli Usa è riservata al cibo da strada, una tendenza che ormai è sbarcata anche in Europa e che nei prossimi anni è destinata a crescere.

Streeat street food

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