BonAppetour: vai ancora a mangiare al ristorante anziché a casa di gente del luogo?

BonAppetour Siete in partenza per le vacanze, vero? E in valigia avete messo la guida? E magari un elenco di ristoranti dove mangiare?

Bravi, siete organizzati. Ma irrimediabilmente fuori moda.

Perché ormai la tendenza è andare a cena direttamente a casa di gente del posto (il mio sogno segreto è farmi invitare a casa da una signora greca e da una turca, rigorosamente sovrappeso e dai gesti risoluti, per imparare tutto di queste due cucine che adoro).

Ne avevamo già parlato, ricordate? Con InsolitAmsterdam potete scoprire le gioie di una cena olandese nelle tipiche case alte e strette con vista sui canali, mentre Gnammo organizza cene tematiche (anche gluten free) alla tavola di privati che hanno voglia di cucinare per altre persone. A casa propria.

Un modo diverso, ma genuino e spontaneo, per conoscere gente del posto e scoprire come si vive e soprattutto cosa si mangia nelle case di Milano, Barcellona, Parigi, Stoccolma, Praga, persino Singapore.

E magari imparare direttamente da uno spagnolo a cucinare la paella e da un francese come preparare la perfetta omelette (per i croissant invece leggete qui). Oppure mettere semplicemente le gambe sotto il tavolo e gustarvi il pasto.

BonAppetour

Vi interessa questo nuovo modo di viaggiare attraverso il cibo? Allora vi presento BonAppetour, la nuova piattaforma che in occasione di Expo è sbarcata anche in Italia (dove conta già 5000 utenti registrati e 150 host).
Pronti a un giro dietro le quinte? Ci accompagnerà Rinita, cofounder di BonAppetour: nuova puntata delle interviste di Lili Madeleine.
BonAppetour è nata da soli 6 mesi: come sta andando il progetto?
Molto bene, stiamo crescendo velocemente. Riceviamo più prenotazioni ogni mese e gli appassionati di cucina che si iscrivono alla piattaforma sono in continuo aumento (specialmente in Italia!).
A proposito di Italia, Expo è una bella vetrina…
Sì e noi siamo determinati a promuovere l’ospitalità italiana ai turisti: i nostri host creano cene tipicamente italiane, mostrando la vera cultura gastronomica del luogo. Crediamo sia un aspetto importante per i milioni di turisti previsti per Expo.
State promuovendo BonAppetour anche all’estero? 
Certamente, BonAppetour è una piattaforma globale. Contiamo host in più di 80 città nel mondo, in 5 continenti. Nella maggior parte dei casi la promozione è online e tramite passaparola: chi viaggia e ha una cena con BonAppetour lo dice agli amici, che provano anche loro, e così via.
Funziona anche con i turisti italiani, notoriamente restii a provare altre cucine?
Sì, soprattutto quando visitano altre nazioni. Per ora non ci concentriamo su turismo interno ad una stessa nazione, ma è qualcosa che teniamo d’occhio per il futuro.
Perché una persona dovrebbe diventare host?
Per gli host è un modo per dar voce alla loro passione per la cucina, incontrare nuove persone e allo stesso tempo arrotondare lo stipendio.
E per un turista?
Gli ospiti hanno la possibilità di sperimentare una parte della città che non avrebbero mai visto, ovvero la vita in casa delle persone locali. E quale momento migliore per farlo se non a tavola?
Come funziona la prenotazione?
E’ possibile prenotare le diverse esperienze culinarie direttamente dal sito. Una volta effettuata la prenotazione, l’host riceve una notifica e, dopo essersi messi d’accordo su una data e su particolari preferenze alimentari, l’host accetta la prenotazione. A questo punto il turista effettua il pagamento online per confermare la prenotazione.
E i costi?
Per l’host non ce ne sono. Creare un profilo con relativi menù è gratuito. BonAppetour poi aggiunge un 15% di commissione al prezzo dei menù, che viene pagata da chi effettua la prenotazione.
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Un pensiero su “BonAppetour: vai ancora a mangiare al ristorante anziché a casa di gente del luogo?

  1. Elisa ha detto:

    Ho letto anche da qualche altra parte di questo sito.. mi interessa (soprattutto all’estero!) tu l’hai provato già?
    Sono curiosissima!!!

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