Orto di guerra in tempo di pace: piccola storia leggera di cosa coltivavamo durante la guerra

Orto di guerra in tempo di paceCom’era un orto in tempo di guerra? Cosa si coltivava nelle aiuole durante i conflitti del Novecento?

Avendo vissuto buona parte della mia vita in provincia, in un paese di 5000 anime dove tutti hanno il giardino e i nonni in casa (io oltre al nonno avevo pure la zia Teresina, insuperabile maestra del riso e prezzemolo), l’accoppiata orto e racconti della guerra ha accompagnato tutta la mia infanzia.

Mio nonno coltivava cipolle, rapanelli, pomodori, cornetti in un angolo del giardino, e insieme alla zia Teresina (sorella di mia nonna e quindi cognata del nonno in questione) ogni tanto incappava nella frase “Quando ero giovane io…“.

Quando erano giovani loro, per l’appunto, c’era la guerra (mio nonno era del ’24, la zia Teresina del ’35): per un coniglio catturato nei campi dietro casa si chiedeva in cambio un po’ di olio o zucchero per avere un condimento con cui variare la misera dieta quotidiana.

Quando erano giovani loro, prima che le campane del paese suonassero per annunciare la fine della guerra, chi aveva un orto poteva garantire a se stesso e alla sua famiglia un minimo di sopravvivenza.

Il 2015 per l’Italia è un anno di ricordi: il 24 maggio 1915, mentre ‘Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti‘, l’Italia entrava ufficialmente in guerra nel primo conflitto mondiale. Il 25 aprile 1945, invece, la Liberazione metteva la parola fine alla seconda guerra mondiale.

C’è di che celebrare e ricordare, insomma.

Gli orti di guerra: cosa sono?

Orto di guerra a Milano con tram

La Cascina Cuccagna di Milano (via Cuccagna 2) ha scelto di farlo in modo insolito proponendo, con il Gruppoverde, un orto di guerra: ovvero un percorso storico, agricolo e alimentare che ricostruisce un orto simile a quelli che si coltivavano in città nel 15-18, per far fronte alla mancanza di cibo e ai razionamenti di viveri.

Orto di guerra Cascina Cuccagna

Durante le due guerre mondiali, nella maggior parte dei Paesi coinvolti ogni piccola porzione di terra venne adibita a orto e coltivata: in Europa i cosiddetti orti di guerra furono migliaia, negli Stati Uniti addirittura milioni.

Parchi, piazze, cortili, giardini, scuole, massicciate delle ferrovie, campi sportivi, caserme, prati e luoghi incolti: tutto venne riconvertito a orto e coltivato, per garantire la maggior quantità di cibo possibile.

 Cosa si coltivava in città durante le guerre?

orto di guerra milano

Piazza del Duomo a Milano nel 1945 fu convertita in campo di frumento.

A Torino, invece, nel Parco del Valentino si piantavano patate. 

E a Roma crescevano i cavoli lungo la via dell’Impero.

Negli orti di guerra si coltivavano soprattutto ortaggi con caratteristiche ben specifiche:

  • alto potere nutrizionale, quindi tante patate e legumi per sopperire alla mancanza di carne, pasta e pane
  • facili da conservare per lunghi periodi: quindi zucca, crauti, legumi, cetrioli, cavolfiori e pomodori da trasformare in salsa
  • alto contenuto di vitamine e minerali: quindi carote e peperoni in primis
  • capacità di sostituire il caffè: quindi cicoria
  • capacità di sostituire lo zucchero nei dolci: quindi zucca e carote
  • capacità di insaporire i cibi: quindi aglio, prezzemolo e pomodoro
  • proprietà medicinali: quindi cipolla e cavolo
  • dimensioni ridotte e ciclo vegetativo breve

Volete vederne uno? Basta andare in Cascina Cuccagna.

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[Credits: foto di DIA, banca dati Immagini per la Didattica – www.bdp.it]

4 pensieri su “Orto di guerra in tempo di pace: piccola storia leggera di cosa coltivavamo durante la guerra

  1. goodnightandtravelwell ha detto:

    “l’accoppiata orto e racconti della guerra” era un must anche per me da bambina! E come li adoravo quei racconti! Una bellissima iniziativa e un post che mi porta indietro di un po’ di anni 😉

  2. panelibrienuvole ha detto:

    Bellissimo questo post! Un argomento davvero molto interessante, non avevo mai sentito parlare degli orti di guerra… Affascinante, anche se a pensarci adesso vengono i brividi…
    Un abbraccio e grazie per questa pillola di Storia 🙂
    Alice

    • Lili Madeleine ha detto:

      Grazie a te cara, la storia mi affascina da sempre e appena ho letto di questa iniziativa sono andata a scavare per saperne di più 🙂

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