UnicumAvete presente Unicum, l’amaro che – sono sicura – troneggiava nella credenza di ognuna delle vostre mamme, zie, nonne e cugine?

Ebbene, altro che vecchia bottiglia per ricordi sbiaditi di pranzi in famiglia!

Unicum in Italia sta cercando giovani talenti creativi: tre aggettivi inflazionati, me ne rendo conto, ma ve ne parlo perché è un progetto che mescola design, illustrazione e street art. 

Ovvero ‘Carattere Unicum Tour‘, una serie di appuntamenti itineranti nelle principali città italiane alla ricerca dei migliori disegnatori. Quattro serate tra febbraio e marzo a Milano, Napoli, Roma e Firenze, durante le quali street artist e giovani disegnatori potranno esibirsi davanti al pubblico proponendo luna personale rivisitazione dell’iconografia dell’amaro Unicum.

I disegni presentati durante le varie tappe live saranno poi pubblicati sul sito club.unicum.it per essere votati:Unicum amaro la vincitrice vestirà l’edizione speciale 2015 di Unicum.

Il primo appuntamento è a Milano, giovedì 19 febbraio, al Pelle d’Oca (viale Forlanini 121): dalle ore 20.30, se rientrate nella categoria giovani talenti potrete esibirvi live mentre se siete semplici appassionati potete degustare Unicum e la nuova referenza Unicum barricato prugna.

Vedete l’immagine qui sopra?

E’ la vincitrice dell’edizione 2014. Io la trovo bellissima, fa molto ‘Grand Budapest Hotel’!

E vi ricordate quando vi ho parlato dell’edizione speciale di Grand Marnier, dedicata a Parigi? Ecco, il concetto è identico.

Che poi, Unicum si presta molto bene: pensate solo che è stato inventato nel 1790 da Jozsef Zwack, medico di corte dell’imperatore d’Asburgo e Ungheria Giuseppe II (figlio di Maria Teresa D’Austria, fratello di Maria Antonietta, la regina di Francia di rivoluzionaria memoria). Narra la leggenda che ogni volta che l’imperatore bevesse questa miscela di 40 ingredienti tra erbe, radici e spezie esclamasse ‘Das ist ein Unicum!‘ (E’ unico!), dando così il nome all’amaro.

So che ve lo state chiedendo e la risposta è sì: ancora oggi Unicum viene prodotto dai diretti discendenti del medico in questione, che hanno superato indenni i bombardamenti alla distilleria durante la Seconda Guerra Mondiale, quindi la nazionalizzazione dell’azienda (con fuga di Janos Zwack negli Usa nel 1948 munito di ricetta per proteggerla da contraffazioni).

Nel 1972, il figlio Peter riprese la produzione in Toscana, dove rimase fino al 1989 per poi tornare nella nativa Ungheria.

Unicum

3 Comments

  1. Wow è stata davvero una bella iniziativa, mi fa piacere che grandi marchi diano voce e spazio allo street art, poi se a farlo è stato Unicum ne sono ancora più felice perché…a me come liquore piace un sacco e quando sono stata a Budapest, sua città natale, me lo ritrovavo ovunque! 🙂

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