Milano

Dove mangiare a Milano secondo il New York Times dalla colazione al dopo cena

MilanoDove mangiare a Milano? E cosa vedere in un weekend? C’è tanto, molto più di quanto possa sembrare a prima vista.

Perché Milano è bella ma sobria e discreta, non si rivela subito come le splendide Roma, Venezia, Firenze.

Preferisce farlo in sordina, dietro i tappeti rossi delle sfilate di moda, degli eventi, dei ricordi di quella Milano da bere che oggi è profondamente cambiata.

E a sorpresa, nell’anno di Expo 2015, il New York Times le dedica una piccola guida turistica: si parte venerdì alle 16 e in 36 ore si gira all’ombra della Madonnina tra ristoranti, musei e locali.

Dalla colazione al dopo cena, si scopre dove mangiare a Milano (qui invece trovate i miei consigli da milanese) e cosa vedere, tutto rigorosamente lontani dalle classiche attrazioni turistiche: niente Duomo, Castello Sforzesco, Cenacolo, La Scala. Un giro per chi a Milano c’è già stato e ora vuole approfondire il legame con la città, scoprendone il fascino discreto.

Pronti a partire?

New York Times

Venerdì: da via tortona a brera

Come vi dicevo, si inizia venerdì alle 16 nel distretto della moda. Non il Quadrilatero però, la nuova zona fashion dove ad aprile impazzano gli eventi del Fuorisalone: via Tortona. 

Perché qui fioriscono atelier e negozi creativi, laboratori di design e artisti: come il Nonostante Marras (questo il sito), dell’omonimo stilista, consigliato dal giornale.

E l’aperitivo, che il New York Times definisce ‘Un rito sacro a Milano’? Si fa in alto, per la precisione sulla terrazza di Ceresio 7 (via Ceresio 7, questo il sito), nuovo bar e ristorante con piscina affacciata sul nuovo skyline meneghino. Il Ceresio Spritz, specialità della casa, costa 15 euro.

Ceresio 7

Dove si va a cena? Da Cracco, ovvio. Anzi, dal “well-regarded Italian chef Carlo Cracco“.

Ma non nel ristorante stellatissimo e caro, bensì nel più ‘abbordabile’ (vocabolo del quale io e il NYTimes abbiamo concetti diversi, secondo la guida si spendono 100 euro in due) Carlo e Camilla in Segheria (via Meda 24, questo il sito).

Il primo giorno a Milano si conclude a scelta in uno di questi tre locali (oppure potete farli tutti e tre, scegliete voi):

  • hamburger e birra artigianale al LambicZoon (via Friuli 46, questo il sito)
  • ottima pizza e cocktail al Dry (via Solferino 33, questo il sito)
  • Negroni e altri cocktail alle Fonderie Milanesi (via Giovenale 7, questo il sito)

Sabato: banche, cascina cuccagna e Navigli

Girare per musei vi mette fame? Fate una passeggiata e a piedi arrivate in Cascina Cuccagna (via Cuccagna, zona Porta Romana), seicentesca cascina in pieno centro città dove, tra le altre cose, si trova il ristorante Un Posto a Milano (questo il sito con il menù rigorosamente stagionale e a km zero).

Un posto a Milano

Il pomeriggio si cammina tra le grandi chiese meneghine: smaltite il pranzo passeggiando fino alla splendida Basilica di Sant’Ambrogio (qui riposa il patrono della città), proseguite verso la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore (corso Magenta 15), che da fuori potrebbe passare inosservata e invece dentro è un capolavoro, tanto da essere soprannominata ‘la Cappella Sistina di Milano‘. Lì accanto c’è anche il Museo Archeologico di Milano, un tempo convento benedettino.

Il giro termina alla Chiesa di Santa Maria presso San Satiro (via Torino), dove rimanere stupefatti di fronte alla finta prospettiva del Bramante.

Nemmeno il New York Times finge che a Milano si possa evitare lo shopping, ma a via Montenapoleone preferisce i negozi vintage di Brera (per esempio, ‘Cavalli e Nastri’ in via Brera 2).

A cena si va sui Navigli, per la precisione da Taglio (via Vigevano 10, questo il sito): risotto, insalata di nervetti, cotoletta vestita, insomma cucina milanese buona a prezzi accessibili.

Taglio Milano

Dopo cena una breve passeggiata e via al Mag Café (Ripa di Porta Ticinese 43), pub perfetto dove gustare cocktail diversi dal solito (Il NYTimes consiglia il 10 gennaio, con sciroppo di basilico, bitter e vermouth a 9 euro).

Domenica: Pavè, palazzo reale e il duomo

Io e il New York Times condividiamo, insieme a migliaia di altra gente – tocca dirlo -, l’amore per le colazioni di Pavé (via Casati 27, questo il sito), pasticceria con laboratorio a vista dove starei in panciolle tutto il giorno con un libro fino all’ora dell’ottimo aperitivo.

Pavè

Per smaltire l’abbondante colazione, camminate fino a Palazzo Reale e gustatevi una delle splendide mostre che ultimamente animano i suoi saloni: ora, per esempio, ci sono quella dedicata a Marc Chagall, con più di 200 opere dell’artista in esposizione, e quella di Van Gogh, che include alcuni quadri solitamente non esposti al pubblico.

Uscendo da Palazzo Reale vi ritrovate di fronte al Duomo di Milano, che è sempre un bel vedere.

E per dormire?

Gli alberghi consigliati dal New York Times spaziano dal boutique hotel Magna Pars Suites Milan (via Forcella 6, questo il sito) a Palazzo Parigi (c.so di Porta Nuova 1, questo il sito), lussuoso hotel con 98 camere (da 450 euro a notte).

Se il vostro budget è più leggero, trovate camere da 25 euro in Cascina Cuccagna.

[Credits: foto by New York Times, Un Posto a Milano, Taglio, Pavè, Cerisio 7]

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