Oggi è il Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti: una festa che lì ha pienamente senso celebrare, qui in Italia un po’ meno visto che di Padri pellegrini non abbiamo visto manco l’ombra.

Ma siccome abbiamo scoperto che al Thanksgiving Day – che cade sempre il quarto giovedì di novembre – seguono il Black Friday e poi il Cyber Monday, ultimamente ci sentiamo molto propensi a inseguire tacchini da farcire e a scoprire le ricette tradizionali americane.

Eppure, quanto ne sappiamo della cucina di New York? Non quella di Masterchef e degli hot dog, no. Quella di famiglia, spesso sospesa tra un mondo lasciato alle spalle da emigrante e il miscuglio di usi e costumi di una società multietnica.

Ho chiesto di raccontarla a un valente collega giornalista, Lino Vuotto, più figo di Gordon Ramsay, più ruspante di un qualunque Joe Bastianich, più verace di Julia Child: ci prende per mano portandoci con sé a New York, tra nonni, zii e vicende familiari che starebbero benissimo in un romanzo. 

giorno del ringraziamento new york

Il menù del giorno del ringraziamento

Di Lino Vuotto

Masterpiece. Come definirlo altrimenti. Ci sarà ben un motivo per cui ha un ruolo così centrale. Masterpiece. C’è chi dice che sta tutto nel ripieno, chi nel contorno, nell’accompagnamento. Masterpiece. Icona, diremmo noi. Tradizione da tramandare. 

Io sono un viaggiatore newyorkese di stampo etnico e a New York sono andato tante volte per motivi familiari, visita ai parenti, ai nonni in primo luogo, agli zii e cugini. Un privilegio, oggi me ne rendo conto. Ma. Ma. Si andava nelle feste comandate e d’estate. E nei miei viaggi a New York non avevo mai incontrato sua maestà. The Turkey. Thanksgiving turkey. Finché…

Il tacchino e i suoi complici

Qui da Lili Madeleine non potevo non iniziare questo viaggio da profano senza ricordare il tacchino. Lo avevo visto nei congelatori al supermercato, in offerta speciale fuori stagione. Poi…

Poi sono spuntati 4 complici: Zia Lina (guarda caso), cugina Tina, suo marito Gian (Rip, il cielo cancelli le tue inquietudini), Adele. Dall’altra parte io, Paola lo special guest Alessandro, reduci dalla cena della Vigilia da Vito’s, con la nonna di Tina Turner scatenata nelle danze, il Chianti scatenato sul conto e la pasta (pasta, sia chiaro) che non arriva mai. 

Il sapore del miracolo

Il tacchino ripieno di Thanksgiving è un esperienza che si rinnova anno dopo anno e la sua visione sulla tavola nel giorno in cui meno te lo aspetti prende il sapore del miracolo. Per noi è stato un regalo di Capodanno. No, è stato il REGALO. La sorpresa. Superba con il suo ripieno. Invitante con le sue salse. Meraviglioso con i funghi ripieni (groooooooossi, siamo in America!); con i suoi cranberries; La torta di zucca; le patate dolci; I carciofi. E poi chissà cosa sto dimenticando…

La magia di certi momenti cancella il tempo. Io, Paola e Alessandro ci siamo ritrovati in un’altra dimensione come solo le esperienze frutto della tradizione sanno immergerti. E il tempo è sparito. Per ritrovarsi in un bar a coronare il tutto con una fetta di cheesecake o apple pie o blueberry pie. Alle 3 del mattino da qualche parte di New York. 

Inizia un viaggio (da profano) se lo volete qui da Lilimadeleine. Di ricordi di New York mischiati con la cucina di quella città e dintorni. Come me la sta raccontando il libro arrivato in dono da moglie e figli, New York, le ricette di culto, di Marc Grossmann. Io vi do i ricordi. Marc quello che serve per materializzarli.

 

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