Le sere turchine d’estate andrò nei sentieri…

800px-Henri_Fantin-Latour_-_The_Corner_of_the_Table,_1872Questo è un post diverso dal solito: niente cibo, solo poesia.

Un collega che stimo particolarmente, e che spero sarà ospite prossimamente su questi schermi, mi ha nominata: non per farmi uscire dalla casa del Grande Fratello, ma per coinvolgermi in un contest di poesia.

Poche regole: pubblicare una poesia sul proprio blog entro 24 ore dalla nomina e sfidare altri 5 blogger a fare altrettanto. In caso contrario, scatta la penitenza: regalare un libro a chi ti ha nominato.

E per quanto regalerei più che volentieri un libro a Lino, altrettanto volentieri pubblico una poesia.

arthur_rimbaudHo scelto la prima imparata a memoria non perchè obbligata da un professore al liceo, ma perchè mi è sempre parsa troppo bella per lasciarla andare.

L’ha scritta Arthur Rimbaud nel marzo 1870 (e se considerate che era nato nel 1854, avete un’idea del suo genio).

Di lui avrei potuto scegliere infinite poesie perchè amo tutta la sua opera, ma Sensazione mi è entrata nel cuore da tempo ed è destinata a rimanervi. 

Le sere turchine d’estate andrò nei sentieri
punzecchiato dal grano, calpestando erba fina:
sentirò, trasognato quella frescura ai piedi.
E lascerò che il vento mi inondi il capo nudo.

Non dirò niente, non penserò niente:
ma andrò lontano, più lontano
come uno zingaro, nella natura
felice, come con una donna

Par les soirs bleus d’été, j’irai dans les sentiers
Picoté par les blés, fouler l’herbe menue:
Reveur, j’en sentirai la fraicheur à mes pieds.
Je lasseraile vent baigner ma tete nue. 

Je ne parlerai pas, je ne pensarai rien:
Mais l’amour infini me montera dans l’ame,
Et j’irai loin, bien loin, comme un bohémien
Par la Nature, – hereux comme avec une femme

 E adesso chi sfido?

Lino naturalmente, che sul sito di TTG Italia cura il blog Torre di controllo. E ora voglio vedere come parlando di aeroporti riesce a farci entrare una poesia,

Stefano, che ha un blog con un titolo che da solo è già poesia: Ed avevamo gli occhi troppo belli (e se non sapete da dove arriva la citazione, peste vi volga!).

Fabrizio, che da Città del Messico scrive, vive, resiste e racconta l’altro Messico nel suo blog L’America Latina.

Federica, perchè il suo blog Travel to Taste è diverso dal solito e molto poetico.

Carlotta, che ha un blog Five O Clock dedicato alla mia bevanda preferita: il te.

 

 

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