John-Torode-and-Gregg-Wallace HeathrowL’aeroporto londinese di Heathrow ha chiamato i presentatori di Masterchef UK, John Torode e Greg Wallace, per riqualificare i menù dei ristoranti presenti nell’aerostazione.

Per capirci, è come se Fiumicino chiedesse a Cracco e Barbieri di prendersi cura dell’offerta gastronomica dei propri ristoranti.

Chiaro, tra Londra e Roma c’è qualche numero di differenza: Heathrow è l’aeroporto più grande di Londra nonché il più trafficato di tutta l’Unione Europea a livello di passeggeri. Solo l’anno scorso da qui sono passati qualcosa come 69,9 milioni di persone.

Al suo interno ci sono 73 ristoranti e bar, per un totale di 26 milioni di pasti serviti ogni anno ai viaggiatori che passano per i suoi corridoi prima di imbarcarsi e volare via (tra cui 5 milioni di uova, 4,5 milioni di fette di lardo e 6,4 milioni di croissant).

Ok, a livello di numeri gli inglesi ci battono. Dal punto di vista gastronomico, invece, non c’è gara: vinciamo noi. E sul fronte del marketing?

Io non ne posso più di sentir parlare di Masterchef e altre improbabili trasmissioni di cucina (adesso pure Simona Ventura si mette ai fornelli), ma la notizia che i mastercheffi britannici si danno da fare per migliorare la qualità culinaria di un aeroporto dove così tante persone fanno colazione, pranzo, cena, merenda, aperitivo e tutto il corollario di soste pasto, mi fa pensare.

John Torode e Greg Wallace, che en passant in Gran Bretagna sono ovviamente delle star, è stato dato libero accesso a ogni area ristoro presente nei 5 gate di Heathrow, per testare, provare, annusare e degustare ogni piatto servito nei 73 ristoranti et similia. Il risultato?

Entro 6 mesi, hanno sentenziato i due, Heathrow dovrà rinnovare la propria offerta gastronomica puntando su qualità e alimentazione sana, magari introducendo tra le sue cucine anche qualche talentuoso giovin chef britannico.

Non solo: dall’esperienza di John e Greg è stata ricavata la prima guida culinaria di HeathrowFood on the Fly‘, che permette ai passeggeri di orientarsi tra le 73 possibilità a loro disposizione nei terminal (potrete scaricarla dal sito di Heathrow a partire da luglio).

E non pensate a posti sfigati e fast food, no: il Terminal 5 di Heathrow ospita Plane Food, uno dei numerosi ristoranti di Gordon Ramsay (date un’occhiata al sito e rimangiatevi quell’aria dubbiosa).

Ora, una riflessione che mi sorge spontanea: ci sono arrivati gli inglesi che puntare sulla gastronomia è una carta vincente, soprattutto quando si tratta di far fruttare le soste obbligatorie di milioni di persone offrendo un servizio che – tra l’altro – riqualifica l’aeroporto e lo migliora, perché da semplice (non) luogo di passaggio diventa una location dove è bello sostare. Anche se non si deve prendere un aereo.

E va bene che gli aeroporti italiani hanno parecchi problemi, la crisi, eccetera…ma ho come l’impressione che questa partita finisca 2 a 1. Per gli inglesi.

8 Comments

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  6. La cucina in aeroporto semplicemente non esiste in Italia, mangio focacce “italiane” molto migliori a Francoforte 🙁

  7. Questa volta ti devo dare ragione !! La cucina in aereoporto ė veramente triste e a volte molto dozzinale …….ma noi non saremmo la patria della gastronomia ??? I nostri turisti dovrebbero accorgersene subito come scendono dall aereo e invece si trovanao davanti dei posti tristti con un menu approssimativo non sicuramente degno della cucina italiana !!

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