Università dei panettieriUn buon motivo per far contenta mamma e prendere la laurea? Eccolo: l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (piazza Vittorio Emanuele 9, località Pollenzo, Bra, Cuneo) ha dato il via a una serie di corsi di apprendistato decisamente particolari. Anzi unici.

Perché in quale altro paese al mondo è possibile iscriversi a un corso di livello universitario per diventare panettiere, pizzaiolo, mastro birraio?

Secondo gli organizzatori, queste sono le specializzazioni professionali più richieste dal mondo del lavoro nell’ambito alimentare. E il fatto di avere una preparazione a livello universitario, che spazi da competenze manageriali alle materie scientifiche strettamente legate alla cucina (ho capito ascoltando Eugenio Boer cuocere a bassa temperatura il filetto di suino che al liceo avrei dovuto prestare più attenzione durante le ore di chimica!), può dar vita a una nuova generazione di pizzaioli, panettieri e mastri birrai, rivalutando professioni spesso sottovalutate.

Le lezioni, infatti,  saranno in aula ma anche in bottega, per unire il sapere dell’Università di Pollenzo con chi già lavora e mette le mani in pasta ogni giorno, cioè la rete di Slow Food.

Che siate neo-diplomati, diciottenni all’affannosa ricerca di cosa fare nella vita ma anche gente che lavora già da un po’ e vuole dare un senso al proprio futuro, questa è l’occasione che stavate cercando. Il corso di Alto Apprendistato al quale deciderete di iscrivervi vi rilascerà un diploma di Master di 1° livello con 60 CFU. Ma attenzione perchè la valutazione al termine del corso dipenderà da un elaborato scritto e, ovviamente, da un prodotto realizzato con le proprie mani (a seconda, pizza, pane o birra).

I corsi, la cui durata totale è di 14 mesi e mezzo, saranno così strutturati:

  • 2 mesi e mezzo di lezioni teoriche (nelle aule di Pollenzo ma anche con viaggi didattici) dedicate all’approfondimento dei processi di trasformazione e alle caratteristiche delle materie prime; economia e legislazione delle aziende alimentari; arte della degustazione, cultura e antropologia gastronomica;
  • 1 mese di esami
  • 10 mesi di apprendistato presso laboratori artigianali selezionati da Slow Food e dall’Università di Scienze Gastronomiche
  • 1 mese per confronti post apprendistato, produzione dell’elaborato finale e del capolavoro (pane, pizza, birra)

Sul sito dell’Università di Scienze Gastronomiche trovate i bandi dei corsi e tutte le informazioni relative al piano di studi e ai costi (vi dico già che la retta è di 4000 euro a corso).

Autore: Oriana Davini

7 Comments

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  2. Che meraviglia !! Una volta si andava all universita per diventare medico o lingegnere , ora invece per fare uno dei mestieri piu belli del mondo !! Chi non rinasce a sentire l odore del pane fresco o di una bella focaccia alla ligure !!
    Se non fosse per i costi un po proibitivi per le mie tasche mi iscriverei immediatamente !!

  3. Che meraviglia! Fare il pane è una cosa appagante per le mani e per lo spirito. Ovvio che poi farne un mestiere implica tanto sacrificio e fatica.. Certo, non so come considerare il fatto che mestieri e competenze che da sempre si tramandavano di generazione in generazione senza necessità di studiare, ma vivendo l’esperienza, ormai abbiano bisogno di impronte manageriali e quant’altro.. Ma che ci possiamo fare, i tempi cambiano…

    • Sì, è strano pensare di andare all’università per imparare a fare il pane: sarà un segno dei tempi e magari porterà a un nuovo modo di intepretare i vecchi mestieri e offrirà nuovi sbocchi professionali. Mi auguro solo che il pane continui a essere alla portata di tutti e non diventi un prodotto di nicchia…

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