L’appetito in gravidanza: analisi semi-seria di nove mesi d’attesa

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Questa sono io nel primo trimestre di gravidanza: un t-rex pronto a sbranare qualunque cibo mi si pari davanti. Meglio se saporito, unto e per niente sano.

Questo in alcuni – ok, parecchi a dire il vero – momenti della giornata.

In altri sono così:

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Primo trimestre

Benvenuti nel primo trimestre di gravidanza, un simpatico periodo nel quale gli ormoni ballano la lambada bevendo margaritas sulle montagne russe, gli attacchi di fame sono all’ordine del giorno, il corpo sfugge a ogni controllo e l’appetito…beh l’appetito diventa una faccenda serissima.

Fatto salvo che ogni gravidanza è diversa e blablabla, ogni donna la vive in modo tutto suo e blablabla, non tutte hanno gli stessi sintomi e blablabla, questo è quel che è capitato a me. Per ben due volte.

Già già, ormai navigo felicemente nel terzo trimestre e mi sono lasciata alle spalle nausee e attacchi di fame degni di un predatore a corto di cibo da settimane. Ma siccome il mondo deve sapere, gossippiamo allegramente sulle gioie della gravidanza.

A cosa pensiamo davvero

L’immaginario collettivo vuole che ogni donna durante i nove mesi gravidanza si perda in pensieri teneri e cucciolosi, dove tutto è pieno di cuoricini e molto morbido.

Balle.

L’unica morbidezza a cui per nove mesi pensiamo è quella delle nostre cosce, impegnate nella difficile battaglia contro la ritenzione idrica.

Nell’altra metà del tempo perdiamo senza un briciolo di dignità la battaglia contro il junk food: nel primo trimestre, tra nausee e fame chimica che nemmeno in Erasmus dopo certe serate (e io l’ho trascorso in Olanda, dunque so di cosa scrivo), tutto è concesso.

Perché agli attacchi di fame in gravidanza non si può sfuggire.

Fino al quarto mese nemmeno si prova a combattere: al contrario, si riempie il frigorifero in modo compulsivo di alimenti molto salati e per niente sani che mai avreste pensato di poter mangiare in tali quantità né tanto meno combinare tra loro.

[Momento ‘True story’]

Quando aspettavo mia figlia, un giorno particolarmente funesto dal punto di vista nausea-famechimica-ancoranausea, per pranzo ho comprato un pacchetto di cordon bleu precotti al prosciutto e formaggio e per contorno ho mangiato un sacchetto di Rodeo. Tutto.

Avrei voluto abbinare anche un pacchetto di Dixie al formaggio ma mi vergognavo a portare tutto insieme in cassa.

Poi non venitemi a dire che è importante mangiare sano in gravidanza…

Forse alle donne incinte che soffrono di nausea dovrebbero vietare l’accesso al supermercato. Oppure affiancare un personal shopper che le guidi verso la cassa senza che nessuna confezione di Sofficini finisca nel carrello.

La questione delle voglie

Poi ci sono loro, le voglie.

Sono vere? Sono invenzioni cinematografiche? Da cosa dipendono? Perché ci sono?

Domande a cui la scienza moderna non sa ancora rispondere, figuratevi io.

Posso solo confessarvi che mai come nel primo trimestre di gravidanza mi sono abbuffata di funghetti sott’olio.

A chili. In continuazione e a qualunque ora del giorno.

Potevo tranquillamente buttarli giù a cucchiaiate per colazione, meglio se accompagnati da un piatto di spaghetti aglio olio e peperoncino (non fosse che il mio compagno mi guardava chiedendosi chi fosse quella Gorgone con l’aspetto della sua fidanzata che un tempo si limitava ai croissant).

Ho capito di aver raggiunto il culmine quando una zia settantenne a Natale mi ha regalato un vasetto da un chilo di funghetti sott’olio. Giuro che è vero.

Secondo trimestre

Non preoccupatevi, tutto cambia con l’ingresso nel quarto mese.

La nausea si placa, l’appetito si normalizza e l’aspetto torna quello di un essere umano e non di un licantropo. 

Il mondo è di nuovo un luogo dove coltivare relazioni sociali e amicizie è ancora possibile, possiamo accettare gli inviti a cena perché tanto la notizia è ormai ufficiale, il caffè non ha più quell’odore mefitico e i pasti tornano ad avere quantità e qualità accettabili anche da chi non è incinta.

Insomma è il periodo migliore di tutti, nel quale ci si sente placide e felici come mucche al pascolo.

Unico neo, perché c’è sempre un neo in agguato, la pancia che finora era rimasta più o meno sotto controllo, decide che dalla sera alla mattina ha voglia di esplodere.

E bum, salta fuori all’improvviso. Hai voglia chiudere i jeans e allacciare la camicia. No, nada, niet: è il momento di pensare in modalità premaman perché in men che non si dica…vi ritrovate nel terzo trimestre.

Terzo trimestre

Il terzo trimestre di gravidanza è quel periodo nel quale si verifica la malefica triade:

  • non avete più un vestito che vi entri
  • quindi continuate a indossare incessantemente gli unici due indumenti nei quali riuscite a infilarvi
  • di conseguenza l’autostima crolla

Bruciori di stomaco uber alles

Anche perché, oltre ad avere le dimensioni del Titanic e la stessa imponenza dell’iceberg, inizia l’epoca dei bruciori di stomaco.

Sorvolando su come cambia il rapporto con il wc in gravidanza, una questione che ognuna di noi preferisce risolvere a porte chiuse, e stendendo un velo pietoso su altre questioni, i bruciori di stomaco del terzo trimestre ci accomunano tutte in una grande sorellanza.

Mangi un’insalatina? Ti sentirai la fiamma ossidrica in gola…

Quella maledetta voglia di salame

E poi, quando uno meno se lo aspetta, arriva lei: la voglia di salame.

Già perché dopo sei mesi di dieta anti-toxo (e lava l’insalata col bicarbonato, il prosciutto niet, le fragole solo se disinfettate, il sushi scordatelo e via andare), imbattersi in un salame con quel profumo che all’improvviso sembra così inebriante, avvolgente, la summa di tutto ciò che di buono esiste al mondo, equivale a piantarsi un chiodo fisso in testa destinato a non andarsene mai più.

Quindi se andate a trovare una donna che ha appena partorito fate una buona azione: lasciate a casa fiori, palloncini, tutine, giochini. Portatele una michetta col salame. Tanto salame. Parecchissimo salame. E vi sarà grata per sempre (assicuratevi di averne in abbondanza perché tutto il reparto maternità vi guarderà con occhi famelici).

La questione della camicia da notte premaman

L’ultimo punto riguarda un tema che mi sta molto a cuore e  mi manda in sbattimento con mesi di anticipo: la scelta della camicia da notte da portare in ospedale.

Ora prendiamoci tutte per mano e lanciamo un accorato appello ai produttori di camicie da notte premaman.

Cari signori, per chi diamine ci avete prese?

Passi che una donna che si appresta a partorire o ha appena partorito non deve essere sexy, ma nemmeno somigliare a una zitella over settantenne, eddai!

Ma voi avete mai fatto un giro nei reparti maternità degli ospedali per vedere la media delle camicie da notte indossate? E taccio sulla vestaglia, mon dieu…

Non si potrebbe avere un compromesso tra il baby doll e il camicione da notte bianco a fiorellini che nemmeno Jane Eyre indosserebbe? Svecchiare un  po’ quei lenzuoloni che ci propinate come ultimo modello da sfoggiare in ospedale, con pratici bottoni (spesso rivestiti in flanella, orrore!) per consentire un migliore approccio all’allattamento? Possiamo pensare a qualche nuance che non sia il rosino o il celestino e possibilmente non finisca per -ino?

Morale

Ecco, questo in sintesi cosa succede allo stomaco di una donna incinta nel corso dei nove mesi (che poi sono dieci, ma non scendiamo in ulteriori dettagli troppo scientifici).

Vada come vada, state vicini a chi ha il pancione, non commentate le dimensioni della signora in oggetto, fatele tantissimi complimenti e state pronti col salame.

Comunque vada, ne sarà sicuramente valsa la pena!

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8 pensieri su “L’appetito in gravidanza: analisi semi-seria di nove mesi d’attesa

  1. lostindestination ha detto:

    Uhhhhhhhh….. ma che bella notizia!!!!!!
    Bisogna star pronti con il panozzo allora!!!!!!!!!

    A Natale sarà difficilissimo resistere, ma ce la farai!!! Pensa agli spuntini primaverili che potrai fare, alla Pasquetta sui prati con vino, fave, salame nostrano e pecorino, al sushi, alle fragole non lavate…. concentrati!

    Arriveranno tempi migliori!!! 😉

    • Lili Madeleine ha detto:

      Ahhhaaaa, in realtà essendo alla seconda gravidanza mi concedo di tutto e di più: non sono mai stata una grande appassionata di salumi, ho sempre preferito decisamente i formaggi. Però un panozzo al salame quanto me lo mangerei volentieri (fortuna che a Natale i miei fanno pesce ma devo rinunciare all’amato mascarpone, mannaggia!)

      • lostindestination ha detto:

        Una tragedia!!! Avresti dovuto fare come me, la volontaria in un gattile… la toxo la prendi prima di rimanere incinta e ti passa la paura!!! Dopo il parto, in previsione di un terzo pargolo, viene con me a pulire un bel po’ di lettiere! Forza e coraggio! Dopo il parto organizziamo un “Natale a strascico” e ti ingozzi di mascarpone!!!

      • Lili Madeleine ha detto:

        Per l’ingozzamento di mascarpone ci sto, sul terzo figlio magari andiamo con calma! Pensa che io son cresciuta in campagna tra cani, gatti e bestie varie, orto incluso…non so come mai non l’ho mai presa

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