Da Pavé arriva il tanto atteso pandoro ma solo in edizione limitata

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Non gli viene proprio di pronunciare pandoro anziché panettone perché Luca Scanni, uno dei tre soci fondatori di Pavé, da bravo milanese parteggia per il panettone.

Però quest’anno il locale più amato di Milano ha deciso di fare un’eccezione: “Molti clienti ci chiedevano il pandoro e allora…”

E allora la notizia è che da Pavé, quel meraviglioso locale aperto nel 2013 in via Felice Casati 27 (tra Repubblica e Porta Venezia) e ormai stabile tra i 20 migliori bar d’Italia del Gambero Rosso (avete provato la gelateria di Pavè aperta la scorsa estate?), trovate effettivamente il pandoro.

Ma c’è un però: mica facile conquistarsi così il tanto atteso pandoro, bisogna meritarselo. Perché il lievitato c’è ma solo in edizione limitata e solo in una porzione per due. O per uno se siete molto golosi.

E solo se siete clienti Satispay, il network di pagamento elettronico fondato nel 2013 da altri tre trentenni (poi dice che in Italia i giovani non si danno da fare!) e basato sul codice Iban del conto corrente, quindi slegato dalle carte di credito.

Insomma, Scanni – dico io – mica c’è da vergognarsi, non è che Verona ci ha dichiarato guerra e noi issiamo bandiera bianca.

Su, ci mostri come funziona il pandoro per due in vasocottura, che da oggi posso venire a ordinare esigendo anche un sorriso e non un ghigno da milanese costretto ad arrendersi al conquistatore scaligero:

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Anche se…

Dai diciamolo: il pandoro è il classico dolce che tutti adoravamo da bambini, attirati da quello spolverio di zucchero a velo che nemmeno Pollon nelle sue più ardite fantasie.

Poi crescendo abbiamo capito che il panettone e il suo ripieno di uvette e canditi, che da piccoli ci faceva rabbrividire, invece è una goduria degli dei, una cupola di felicità lievitata, una bomba di gioia, pace, amore e buon Natale a tutti.

 E allora molto meglio prendersi il pandoro per due, che da inzuppare nella cioccolata calda fa comunque rizzare i capelli da quanto è buono. E poi ordinare un panettone da almeno un chilo, per ribadire che va bene l’apertura e la fratellanza tra i popoli, ma quando si parla di Natale a Milano impera il panettone. Possibilmente artigianale. Con tante uvette e canditi. E pace a tutti voi.

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