Radiofreccia, Ligabue, l’estate, i fossi, l’anguria e i bar di provincia

RadiofrecciaRadiofreccia, il film di Ligabue, compie 15 anni. E stasera, per festeggiare l’anniversario, in piazza a Correggio si ritrovano tutti gli attori del cast: il Liga, ovviamente, Stefano Accorsi, che all’epoca era famoso più per il Maxibon che per altro, il produttore Domenico Procacci. Che c’entra con questo blog? ora ve lo spiego.

Anche a Milano è arrivata l’estate. Dopo mesi e mesi di pioggia e freddo, un giorno ci siamo ritrovati con il profumo di gelsomino ovunque, l’aria calda anche dopo il tramonto e tutto il corollario di segnali che annunciano la bella stagione.

Per me, che in realtà sono una ragazza di provincia, l’arrivo dell’estate corrispondeva a dei riti molto precisi e chi è nato in città probabilmente storcerà il naso.

Radiofreccia Accorsi

Perché oltre alla chiusura delle scuole e all’inizio di quei tre lunghissimi mesi di vacanza dove ci si perdeva tutti di vista,  prima che ognuno partisse per il mare, la montagna, la casa dei nonni, c’erano alcune tappe fondamentali. Anche culinarie.

La pizzata di classe, imprescindibile. Le gite al Ticino, che fa molto 883 e Max Pezzali ma in provincia di Milano se abiti in un paesino di cinquemila anime ti diverti con poco.

Le grigliate in giardino, a combattere con le zanzare e cuocere salamelle. Portare Strudel (il mio cane biondo) in giro tra i campi e approfittare dell’acqua nelle rogge per bagnare i piedi. Poi tornare a casa e mangiare una fetta di anguria dietro l’altra. O il gelato, confezionato e comprato rigorosamente al circolino, il centro pensionati.

E poi le serate al Circolone, storico locale di Legnano, al Kerry Blue, il pub irlandese di Busto Garolfo (che ora mi dicono abbia chiuso i battenti, sob) o le feste della birra all’aperto (e pazienza se all’epoca io bevevo panachè anziché birra…).

Insomma, tutto quel corollario di bar di provincia, un po’ american style, un po’ ancora vecchi locali di paese senza pretese.

Senza cadere in facili sentimentalismi, anche perché non ho ancora superato i 70 anni e non è il caso di essere nostalgici alla Bar Sport (no, la spuma non la bevevamo, mio nonno però mi offriva sempre il Crodino), c’era tutto un insieme di vita di provincia. Che può piacere o meno, ma era così.

E siccome spesso Ligabue ha fatto da colonna sonora a certe notti e tante estati (come Guccini, del resto), perché anche lui è ragazzo di provincia e l’odore dei fossi, che sia il Po o il Ticino, più o meno è lo stesso, leggere che Radiofreccia compie 15 anni mi ha fatto una certa impressione. E ha risvegliato tanti ricordi delle mie estati in provincia.

ligabue-e-guccini-nel-film-radiofreccia

Poi, la mia infanzia è lontana dagli anni ’70 del film: ma certe cose in cui credeva Freccia, secondo me, sono rimaste le stesse.

4 pensieri su “Radiofreccia, Ligabue, l’estate, i fossi, l’anguria e i bar di provincia

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