Gnocchi di San Rocco: la ricetta testata della nonna cremonese

Gnocchi di San Rocco

Mia nonna era cremonese. Anzi, di un piccolissimo paesello in provincia di Cremona (Gadesco Pieve Delmona), quattro case nell’immensità della Bassa padana contadina, a ridosso del Po.

A raccontarlo sembra quasi bucolico e forse un po’ lo era: i miei nonni gestivano un’osteria (oggi è diventata un bed&breakfast) e la vita di quei primi anni del Novecento, come poi Bertolucci ha impresso sulla pellicola, era scandita dal calendario contadino. Orari, usanze, festività.

Ogni 16 agosto, giorno di San Rocco, in tutto il Cremonese si preparavano gli gnocchi e mia nonna, da brava massaia, mondina e moglie di un oste qual’era, non si tirava indietro.

Con le maniche arrotolate, pelava le patate, impastava, infarinava, poi con un movimento veloce sui lembi della forchetta sfornava gnocchi casalinghi sodi e perfetti.

Perché in agosto vien pronto il raccolto delle patate e per capire se fosse il caso di festeggiare o prendersela col tempo, il destino o la divinità di turno, non c’era modo migliore che assaggiare le prime patate trasformandole in gnocchi, da condire coi pomodori dell’orto.

Che poi magari San Rocco, nato a Montpellier e molto venerato nelle campagne cremonesi (morì vicino a Piacenza il 16 agosto 1376), poteva mettere una buona parola per tutti.

O almeno, così mi ha raccontato mia mamma, nata nel Milanese e figlia di un’altra nonna, che invece in cucina non se la cavava granché (ma era sorella della zia Teresina, che preparava un insuperabile riso e prezzemolo). Forse mancava la generosità di quella Bassa padana che a me commuove sempre, quella cadenza dialettale così dolce, così vicina alla terra.

Fatto sta che da quando sono nata, pur essendo sempre vissuta a una manciata di chilometri da Milano, ogni 16 agosto mia mamma prepara gli gnocchi di San Rocco, con la ricetta che mia nonna paterna le ha insegnato.

Quindi lascio a lei la parola.

Nonni

I nonni materni e, in centro, la nonna cremonese

gnocchi di san rocco: ricetta

Ogni anno per la festa di San Rocco, come da tradizione, ci riuniamo intorno a una bella tavola in giardino, per mangiare gli gnocchi. La ricetta è di mia suocera Luigina, maestra nel fare la pasta in casa e insuperabile produttrice di torte paradiso (il suo primo regalo fu l’Imperia, la macchina per fare la pasta) che, preoccupata per il benessere del figlio, lontano dalla cucina di casa e perso nelle nebbie della provincia di Milano, mi ha insegnato il piatto più semplice: gli gnocchi.

Gnocchi di San Rocco
Preparazione: 
Cottura: 
Tempo totale: 
 
Ingredienti
  • 1 Kg di patate pasta bianca
  • 300 g di farina
  • 3 cucchiai di grana padano grattugiato
  • 1 uovo
  • una spolverata di noce moscata e un trito di basilico (a piacere)
  • sale q.b.
Procedimento
  1. Cuocete le patate in acqua salata.
  2. Ancora calde, sbucciatele, schiacciatele e aggiungete: un pizzico di sale, la farina, il grana, la noce moscata.
  3. Impastate il tutto.
  4. Unite l’uovo e continuate a mescolare fino ad ottenere un impasto liscio e compatto.
  5. Fate tanti filoncini larghi un dito e tagliate gli gnocchi.
  6. Passateli sul retro di una forchetta spolverarteli bene con la farina bianca.
  7. Fateli cuocere in acqua abbondante salata e scolateli quando vengono a galla.

Gnocchi crudi

Il condimento? Quello regolamentare, secondo mia suocera, è il classico soffritto di cipolla e aglio, pomodoro fresco, basilico, olio. E ovviamente una generosa spolverata di grana.

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