Che pesce comprare: consigli per la spesa secondo Slow Food

Slow Fish 2013

Pesce: quale comprare? Come regolarsi davanti al banco del mercato? Su quali pinne puntare al supermercato? La questione è tanto importante quanto spesso sottovalutata.

Perché siamo abituati a pensare che il pesce fa bene alla salute (ed è vero), quindi ci facciamo pochi problemi a scegliere un trancio di salmone o a ordinare il pesce spada al ristorante. Anzi, ci sentiamo addirittura virtuosi.

E invece no, la situazione è più complicata di così. E visto che dal 9 al 18 maggio ci sarà Slow Fish 2013 a Genova, quale occasione migliore per entrare più da vicino nel meraviglioso mondo dei pesci e imparare a fare la spesa nel mondo corretto? Salvaguardando allo stesso tempo ambiente e portafoglio?

L’aveva già detto anche Lisa Casali durante l’incontro sull’eco-cucina (qui l’intervista): il pesce non è tutto uguale e davanti al banco meglio optare per alcune specie piuttosto che per altre.

Preferire i pesci dal ciclo di vita breve

Sul sito di Slow Fish, il presidente del comitato scientifico della fiera, Silvio Greco, ribadisce il concetto: meglio preferire i pesci dal ciclo vitale breve, quindi le specie che si riproducono velocemente. Per tre validi motivi:

  1. Vivono poco, quindi non hanno il tempo di assorbire metalli pesanti e altre schifezze che poi noi ci mangiamo insieme a loro
  2. Costano poco e in tempi di crisi risparmiare è un bel vantaggio
  3. E’ più difficile che incappino nel pericolo estinzione, soprattutto se pescati nelle giuste quantità

Vi basta?

Greco snocciola anche numeri e dati che dovrebbero farci riflettere: nel Mediterraneo vivono più o meno 300 specie di pesci commestibili, senza contare crostacei e molluschi vari.

Cosa comprano gli italiani

Eppure noi caproni ne peschiamo e consumiamo solo alcuni, tanto che i pesci più diffusi in Italia sono: branzino, orata, rombo. Tra l’altro li compriamo d’allevamento.

Ma facciamo anche un grande uso di pesce spada, tonno, gamberi, calamari, seppie, cioè pesci dal ciclo vitale lungo che quindi hanno tutto il tempo per accumulare nel proprio corpo una gran quantità di metalli pesanti. Non solo: ci diamo dentro anche col pangasio, importato dal Sud est Asiatico, e col pesce persico in arrivo dall’Africa.

I pesci che non dovremmo comprare

In sostanza, che pesce comprare per non fare male all’ambiente e a noi stessi? E quale pesce invece evitare di mettere nel carrello della spesa?

I pesci che sarebbe meglio non comprare:

  • Tonno rosso
  • Gamberi tropicali
  • Salmone d’allevamento e selvaggio (Atlantico)
  • Pesce spada
  • Merluzzo nordico
  • Squali e razze

Perché è meglio evitarli? Perché la loro pesca o allevamento, così come vengono praticate oggi, sono un pericolo per l’ambiente.

I pesci da privilegiare

Cercate di privilegiare i pesci che arrivano da fiumi, laghi e mari vicini, le specie meno note e conosciute ma altrettanto gustose e saporite: spigolette, palamita, zerro, pagello, acciughe, lampuga, sardine, tinche.

4 pensieri su “Che pesce comprare: consigli per la spesa secondo Slow Food

  1. Cinzia ha detto:

    Io sarei ben felice di comprare i pesci alternativi ma se andate al supermercato quello che ci propinano sono proprio quei tipi di pesce cioė gamberi , seppie totani atlantici , orate e branzino da non si sã bene quale provenienza . Quindi ti chiedo dove andiamo a trovare il pesce di fiume e mari vicini ??

    • orianadavini ha detto:

      Purtroppo è un serpente che si morde la coda: la gente conosce solo i soliti pesci, quindi chiede sempre gli stessi e di conseguenza ristoranti e supermercati si focalizzano sui soliti spada, salmone, ecc. La cosa migliore magari è chiedere direttamente al banco del pesce o provare al mercato 🙂

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